AllenaConcorsi.it

Allenati, preparati e supera il tuo concorso pubblico

DOMANDE PER MATERIA

1)  L'All. 1, Parte quarta, Titolo V, D.Lgs. n. 152/2006, è afferente alle caratteristiche di pericolo per i rifiuti. H7 "Cancerogeno" corrisponde a:
  • Sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono produrre difetti genetici ereditari o aumentarne l'incidenza.
  • Sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono produrre il cancro o aumentarne l'incidenza.
  • Sostanze o preparati che per inalazione o penetrazione cutanea, possono dar luogo a una reazione di ipersensibilizzazione per cui una successiva esposizione alla sostanza o al preparato produce effetti nefasti caratteristici.
2)  [Art. 143 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.] Nel TU Ambientale, il legislatore chiarisce che acquedotti, fognature e depuratori di proprietà pubblica sono considerati fino al punto di consegna e/o misurazione:
  • Beni di servizio.
  • Fondi patrimoni.
  • Beni demaniali.
3)  Secondo l'art. 178 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., la gestione dei rifiuti è effettuata in base ai principi di:
  • Precauzione, prevenzione, sostenibilità, proporzionalità, responsabilizzazione e cooperazione di tutti i soggetti coinvolti.
  • Precauzione, sostenibilità, proporzionalità, responsabilizzazione e cooperazione di tutti i soggetti coinvolti.
  • Precauzione, prevenzione, proporzionalità, responsabilizzazione e cooperazione di tutti i soggetti coinvolti.
4)  Ai sensi dell'art. 138, comma 2, del codice di procedura civile, se il diretto destinatario rifiuta di ricevere la copia dell'atto:
  • La notificazione si considera comunque fatta in mani proprie.
  • È necessario inviare la comunicazione di avvenuto deposito.
  • È necessario inviare la comunicazione di avvenuta notifica.
5)  Per le bonifiche, il ripristino ambientale e la messa in sicurezza permanente, il sistema di classificazione generalmente adottato per individuare la tipologia di intervento definisce: interventi in-situ, interventi ex situ on-site e interventi ex situ off-site. Gli interventi ex situ on-site (D.Lgs. 152/2006, All. 3, Titolo V, Parte quarta):
  • Sono interventi con movimentazione e rimozione di materiali e suolo inquinato, ma con trattamento nell'area del sito stesso e possibile riutilizzo.
  • Sono interventi con movimentazione e rimozione di materiali e suolo inquinato fuori dal sito stesso, per avviare i materiali e il suolo negli impianti di trattamento autorizzati o in discarica.
  • Sono interventi effettuati senza movimentazione o rimozione del suolo.
6)  Ai sensi dell'art. 183, co. 1, d.lgs. n. 152/2006, i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, rifiuti di pile e accumulatori e rifiuti ingombranti, ivi compresi materassi e mobili, sono considerati:
  • Rifiuti organici.
  • Rifiuti urbani.
  • Rifiuti pericolosi.
7)  Nell'ambito degli strumenti di procurement management, le partnership pubblico-privato possono evolvere verso modelli più inclusivi, come la cosiddetta partnership "plurale" (4P - Public-Private-People Partnership), che amplia la tradizionale collaborazione tra settore pubblico e privato. Qual è la caratteristica distintiva di questo modello?
  • Garantire un ritorno economico rapido e massimizzato per tutti i partner coinvolti.
  • Includere sistematicamente componenti di digitalizzazione e sostenibilità ambientale.
  • Essere orientata alla generazione di impatto pubblico e sociale condiviso.
8)  Le sostanze pericolose devono essere:
  • Smaltite come rifiuti urbani.
  • Gestite secondo specifiche prescrizioni.
  • Liberamente utilizzate.
9)  Un sito nel quale uno o più valori di concentrazione delle sostanze inquinanti rilevati nelle matrici ambientali risultino superiori ai valori di concentrazione soglia di contaminazione (CSC), in attesa di espletare le operazioni di caratterizzazione e di analisi di rischio sanitario e ambientale sito specifica, è ai fini dell'applicazione delle norme relative alla bonifica di cui al D.Lgs. n. 152/2006:
  • Contaminato.
  • Non contaminato.
  • Potenzialmente contaminato.
10)  Dispone l'art. 12, co. 7 L. n. 394/1991 che il Piano per il parco ha effetto di dichiarazione di pubblico generale interesse e di urgenza e di indifferibilità per gli interventi in esso previsti. Quale efficacia ha rispetto ai piani urbanistici ed agli altri strumenti di pianificazione?
  • Li sostituisce ad ogni livello.
  • Nessuno.
  • Li incamera diventando parte integrante dello stesso piano per il parco.
11)  A norma di quanto prevede il D.Lgs. n 152/2006, le terre e rocce da scavo, anche di gallerie, ottenute quali sottoprodotti, possono essere utilizzate per rinterri, riempimenti, rimodellazioni e rilevati?
  • No, lo esclude espressamente l'art. 186.
  • Si, lo prevede espressamente l'art. 186 senza alcuna condizione.
  • Si purché siano rispettate le condizioni previste all'art. 186.
12)  A quale fenomeno fa riferimento l'effetto "di mera esposizione"?
  • Al fenomeno per cui tendiamo a rifiutare persone o oggetti a cui siamo stati esposti con maggiore frequenza.
  • Al fenomeno per cui tendiamo a prediligere persone o oggetti a cui siamo stati esposti con minore frequenza.
  • Al fenomeno per cui tendiamo a preferire persone o oggetti a cui siamo stati esposti con maggiore frequenza.
13)  L'All. 1, Parte quarta, Titolo V, D.Lgs. n. 152/2006, è afferente alle caratteristiche di pericolo per i rifiuti. H11 "Mutageno" corrisponde a:
  • Sostanze e preparati che, a contatto con tessuti vivi, possono esercitare su di essi un'azione distruttiva.
  • Sostanze contenenti microrganismi vitali o loro tossine, conosciute o ritenute per buoni motivi come cause di malattie nell'uomo o in altri organismi viventi.
  • Sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono produrre difetti genetici ereditari o aumentarne l'incidenza.
14)  L'art. 2 della l.n. 394/1991 suddivide le aree naturali protette in tre classi fondamentali. I parchi naturali regionali:
  • Sono costituiti da aree terrestri, fluviali, lacuali o marine che contengono una o più specie naturalisticamente rilevanti della flora e della fauna, ovvero presentino uno o più ecosistemi importanti per le diversità biologiche o per la conservazione delle risorse genetiche.
  • Sono costituiti da aree terrestri, fluviali, lacuali o marine che contengono uno o più ecosistemi intatti o anche parzialmente alterati da interventi antropici, una o più formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche, biologiche, di rilievo internazionale o nazionale per valori naturalistici, scientifici, estetici, culturali, educativi e ricreativi tali da richiedere l'intervento dello Stato ai fini della loro conservazione per le generazioni presenti e future.
  • Sono costituiti da aree terrestri, fluviali, lacuali ed eventualmente da tratti di mare prospicienti la costa, di valore naturalistico e ambientale, che costituiscono, nell'ambito di una o più regioni limitrofe, un sistema omogeneo individuato dagli assetti naturali dei luoghi, dai valori paesaggistici ed artistici e dalle tradizioni culturali delle popolazioni locali.
15)  Secondo la classificazione delle aree naturali protette, prevista dall'art. 2 della L. n. 394/1991, le aree terrestri, fluviali, lacuali o marine che contengono una o più specie naturalisticamente rilevanti della flora e della fauna, ovvero presentino uno o più ecosistemi importanti per le diversità biologiche o per la conservazione delle risorse genetiche, costituiscono:
  • I parchi nazionali.
  • Le riserve naturali.
  • I parchi naturali regionali.
16)  Ai fini del D.Lgs. n. 152/2006 per VIA si intende:
  • Il processo che comprende, l'elaborazione e la presentazione dello studio d'impatto ambientale da parte del proponente, lo svolgimento delle consultazioni, la valutazione dello studio d'impatto ambientale, delle eventuali informazioni supplementari fornite dal proponente e degli esiti delle consultazioni.
  • Il procedimento di carattere preventivo al quale è necessario sottoporre qualsiasi piano o progetto che possa avere incidenze significative su un sito o su un'area geografica proposta come sito della rete Natura 2000, singolarmente o congiuntamente ad altri piani e progetti e tenuto conto degli obiettivi di conservazione del sito stesso.
  • L’elaborato predisposto dal proponente sulla base delle linee guida adottate con D.M., al fine di stimare gli impatti complessivi, diretti e indiretti, che la realizzazione e l'esercizio del progetto può procurare sulla salute della popolazione.
17)  [Art. 65, co. 7, D. Lgs. 152/2006 e s.m.i.] In attesa dell'approvazione del Piano di bacino, chi può adottare le relative misure di salvaguardia e per quanto tempo restano in vigore al massimo?
  • I Comuni interessati adottano misure cautelari vincolanti che restano in vigore per massimo 5 anni.
  • Il Prefetto adotta misure cautelari vincolanti che restano in vigore per massimo 10 anni.
  • Le Autorità di bacino adottano misure cautelari vincolanti che restano in vigore per massimo 3 anni.
18)  A norma di quanto dispone l'art. 11 della l.n. 394/1991, nei parchi nazionali è consentita la modificazione del regime delle acque?
  • Si, salvo eventuali deroghe stabilite con regolamento del parco.
  • No, salvo eventuali deroghe stabilite con regolamento del parco.
  • Si.
19)  Ai sensi dell'art. 5 del d.lgs. n. 152/2006, co. 1, lett. i), come viene denominato il documento che integra i progetti ai fini del procedimento di VIA?
  • Studio di impatto ambientale.
  • Studio di sostenibilità primaria.
  • Studio propedeutico per l'ambiente.
20)  La gestione dei rifiuti segue una gerarchia prioritaria stabilita all'art. 179 del D.Lgs. n. 152/2006. Quale è l'ultima opzione?
  • La preparazione per il riutilizzo.
  • La prevenzione.
  • Lo smaltimento.
21)  A norma di quanto prevede l'Allegato 2 - Criteri generali per la caratterizzazione dei siti contaminati, al Titolo V della parte Quarta del D.Lgs. n. 152/2006, il Piano di indagini dovrà contenere la dettagliata descrizione delle attività che saranno svolte in laboratorio per la caratterizzazione ambientale del sito?
  • Il citato D.Lgs. nulla dispone in merito.
  • No.
  • Si, nonché quelle svolte in campo.
22)  Cosa si intende per VAS?
  • Valutazione per la Sostenibilità Ambientale.
  • Valorizzazione Ambientale e Sostenibile.
  • Valutazione Ambientale Strategica.
23)  L'All. 1, Parte quarta, Titolo V, D.Lgs. n. 152/2006, è afferente alle caratteristiche di pericolo per i rifiuti. H2 "Comburente" corrisponde a:
  • Sostanze e preparati che, a contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili, presentano una forte reazione esotermica.
  • Sostanze e preparati che possono esplodere per effetto della fiamma o che sono sensibili agli urti e agli attriti più del dinitrobenzene.
  • Sostanze e preparati liquidi il cui punto di infiammabilità è pari o superiore a 21°C e inferiore o pari a 55°C.
24)  Ai sensi dell'art. 3-septies del d.lgs. n. 152/2006, co. 1, chi può inviare al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica istanze di ordine generale sull'applicazione della normativa statale in materia ambientale?
  • Solo le Province.
  • Solo le Regioni.
  • I Comuni.
25)  Ai sensi dell’art. 2, lettera E, della Direttiva 1999/31/CE del 26 aprile 1999, relativa alle discariche di rifiuti, come si chiamano i rifiuti che non subiscono alcuna trasformazione fisica, chimica o biologica significativa?
  • Non economici.
  • Essenziali.
  • Inerti.
26)  Qual è la procedura da seguire quando, al momento della visita del messo comunale, non è possibile eseguire la consegna di copia dell'atto per irreperibilità o per incapacità o rifiuto delle persone indicate nell'art. 139 codice di procedura civile?
  • Si deposita immediatamente l'atto presso la Casa Comunale senza ulteriori formalità.
  • Si lascia un avviso invitando il destinatario a recarsi all'Ufficio Notifiche.
  • Si procede secondo le forme e le modalità previste dall'art. 140 dello stesso codice.
27)  La gestione dei rifiuti segue una gerarchia prioritaria stabilita all'art. 179 del D.Lgs. n. 152/2006, che va:
  • Dal riciclaggio allo smaltimento.
  • Dalla prevenzione al riciclaggio.
  • Dalla prevenzione allo smaltimento.
28)  Dispone l’art. 9 del D.lgs. n. 152/2006 che le Regioni informano il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, circa i provvedimenti adottati e i procedimenti di verifica di assoggettabilità a VIA e di VIA, fornendo, tra l’altro:
  • La durata media delle procedure di valutazione dell'impatto ambientale.
  • La durata minima delle procedure di valutazione dell'impatto ambientale.
  • La durata massima delle procedure di valutazione dell'impatto ambientale.
29)  [art. 54 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i.] Qual è la definizione di "falda acquifera" prevista dal Testo Unico Ambientale?
  • Uno o più strati sotterranei di roccia o altri materiali geologici con porosità e permeabilità tali da consentire un flusso significativo o l’estrazione di rilevanti quantità di acque sotterranee.
  • La sezione di terreno delimitata dalla linea spartiacque, in cui tutte le acque superficiali vengono convogliate verso un unico corso d'acqua principale.
  • Il corpo idrico sotterraneo privo di porosità, ma caratterizzato da elevata permeabilità, destinato esclusivamente all'approvvigionamento idropotabile delle aree urbane.
30)  Un sito nel quale i valori delle concentrazioni soglia di rischio (CSR), determinati con l'applicazione della procedura di analisi di rischio di cui all'allegato 1 alla parte quarta del D.Lgs. n. 152/2006 sulla base dei risultati del piano di caratterizzazione, risultano superati è definito:
  • Sito non contaminato.
  • Sito potenzialmente contaminato.
  • Sito contaminato.
Risposte esatte 0 su 30