DOMANDE PER MATERIA
1) Le classi di reazione al fuoco
- sono determinate dal progettista antincendio
- sono determinate sperimentalmente, con prove di laboratorio
- sono stabilite dal produttore del materiale sulla base di norme di buona progettazione
2) Gli estintori sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d’incendio
- Sì, solo quelli che hanno una massa minore o uguale a 20 kg, cosiddetti estintori portatili
- Sì, e si distinguono in relazione al peso complessivo in “estintori portatili” ed “estintori carrellati”
- No, sono mezzi di protezione da utilizzate per l’estinzione completa di un incendio generalizzato
3) Con “carico di incendio” intendiamo:
- potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali, espresso in MJ
- potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all’unità di superficie lorda di piano, espresso in MJ/m2
- potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all’unità di superficie lorda di piano (MJ/m2), corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento antincendio e dei fattori relativi alle misure antincendio presenti
4) Con il simbolo R, utilizzato nella sigla REI (es: REI 60, REI 90), indichiamo la seguente prestazione di resistenza al fuoco
- la tenuta, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio di fumi e gas caldi per un certo periodo di tempo, in condizioni di incendio normalizzate
- l’isolamento, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio calore di un incendio normalizzato per un certo periodo di tempo
- la capacità portante, cioè la capacità di un elemento strutturale di portare i carichi presenti in condizioni di incendio normalizzato, per un certo periodo di tempo
5) La progettazione della misura antincendio “Operatività Antincendio” ha lo scopo di:
- agevolare l’efficace azione delle “addetti alla gestione dell’emergenza” aziendali in tutte le attività
- agevolare l’efficace azione dei soccorsi sanitari in tutte le attività
- agevolare l’efficace conduzione di interventi di soccorso dei Vigili del fuoco in tutte le attività
6) La rivelazione e la diffusione dell’allarme incendio possono essere demandate solo alla sorveglianza da parte degli occupanti
- Si, solo se l’affollamento non supera i 10 occupanti
- No, mai
- Sì, ove valutazione del rischio non evidenzi particolari e significativi rischi di incendio, a condizione che siano codificate idonee procedure finalizzate al rapido e sicuro allertamento degli occupanti in caso di incendio, da inserire nel piano di emergenza
7) Le misure di protezione attiva sono
- tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, sono in grado di esplicare l’azione protettiva senza richiedere alcuna azione (impiantistica o umana)
- tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, per esplicare l’azione protettiva necessitano di un intervento o un’azione (impiantistica o umana)
- tutti quei dispositivi che consentono di ridurre la probabilità che si inneschi un incendio
8) La Capacità di Compartimentazione rappresenta
- l’attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l’azione del fuoco, un sufficiente isolamento termico (I) ed una sufficiente tenuta ai fumi e ai gas caldi della combustione (E), nonché tutte le altre eventuali prestazioni se richieste
- l’attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l’azione del fuoco, una sufficiente tenuta ai fumi e ai gas caldi della combustione (E)
- l’attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l’azione del fuoco, un sufficiente isolamento termico (I)
9) Nell’evoluzione di un incendio la fase di propagazione
- è caratterizzata da un regime instabile, con un focolaio d’incendio che interessa zone limitate e temperature molto differenti da punto a punto e che possono subire rapide ed ingenti oscillazioni
- è caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato alla propagano delle fiamme a tutto il volume disponibile con brusco incremento della temperatura (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione
- è caratterizzata dal coinvolgimento nella combustione di oggetti combustibili presenti nelle vicinanze della zona di innesco e con aumento rapido della temperatura e dell’energia di irraggiamento
10) La prestazione di un estintore, cioè la “grandezza dell’incendio” che è in grado di estinguere
- è stabilita dal datore di lavoro sulla base della propria esperienza
- dipende dall’abilità dell’utilizzatore
- è determinata sperimentalmente e in funzione della classe dell’incendio è indicata con un codice composto da lettere e numeri (es 13 A – 89 B)
11) In presenza di liquidi infiammabili (combustibili), la probabilità che si formino vapori in quantità tali da essere incendiati
- aumenta con l’aumentare della temperatura di infiammabilità
- aumenta con il diminuire della temperatura di infiammabilità
- non varia al variare della temperatura di infiammabilità
12) Gli impianti di trasporto e utilizzo di sostanze liquide e gassose infiammabili, impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio, devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d’uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore
- Sì, la manutenzione di tali impianti, unitamente alla realizzazione a regola d’arte, garantisce il corretto funzionamento degli stessi e la riduzione del rischio ad un livello accettabile, corrispondente al corretto funzionamento
- No, il mantenimento nel tempo del funzionamento e dell’efficacia degli impianti è garantito dalla progettazione e realizzazione a regola d’arte
- No, non sono impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio e pertanto non è necessaria la loro manutenzione ai fini della sicurezza antincendio
13) Gli addetti al servizio antincendio
- attuano le misure antincendio in esercizio e in emergenza, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nei documenti della GSA e nel piano di emergenza
- attuano solo le misure antincendio in esercizio, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nei documenti della GSA
- attuano solo le misure antincendio in emergenza, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nel piano di emergenza
14) Le misure di prevenzione, propriamente dette, sono
- tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione della probabilità/frequenza di accadimento dell’evento (impianti a regola d’arte, …)
- tutte le misure finalizzate al mantenimento del livello di sicurezza raggiunto nella progettazione della sicurezza antincendio del luogo di lavoro (manutenzione, controllo, sorveglianza, formazione, addestramento, pianificazione emergenza, ….)
- tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione del danno conseguente all’evento (es: impianti antincendio, porte tagliafuoco, vie di esodo, …)
15) Gli incendi di Classe C, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono:
- incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ….);
- incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….)
- incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ….)
16) Il sistema di esodo (vie di esodo verticali, orizzontali, …) sono
- misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l’azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana)
- misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l’azione protettiva necessitano di un intervento o un’azione (impiantistica o umana)
- misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi
17) La mitigazione del “rischio di incendio” è possibile attraverso una adeguata progettazione e realizzazione
- di misure di prevenzione degli incendi (es: realizzazione impianti a regola d’arte …) e di protezione (es: installazione estintori, idranti, …)
- di misure di prevenzione degli incendi (es: realizzazione impianti a regola d’arte …), di protezione (es: installazione estintori, idranti, …) e di misure precauzionali di esercizio (misure gestionali)
- di misure precauzionali di esercizio (misure gestionali)
18) Le porte EI “tagliafuoco” sono
- misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l’azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana)
- misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l’azione protettiva necessitano di un intervento o un’azione (impiantistica o umana)
- misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi
19) I Sistemi di ventilazione forzata orizzontale del fumo e del calore (SVOF), svolgono la funzione di smaltimento di fumo e calore d’emergenza
- Sì, come le aperture di smaltimento, possono facilitare l’opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell’incendio
- No, hanno lo scopo di garantire, per un determinato intervallo di tempo, un’adeguata altezza libera dai fumi in caso di incendio nel compartimento di innesco
- No, hanno lo scopo di impedire, per un determinato intervallo di tempo, la formazione delle condizioni di “flash over” (incendio generalizzato) nel compartimento di innesco
20) I presidi antincendio installati nei luoghi di lavoro per il controllo dell’incendio hanno come scopo
- tutti gli obiettivi indicati negli altri due punti
- la protezione manuale o automatica, finalizzata all’inibizione o al controllo dell’incendio, e la protezione mediante completa estinzione di un incendio
- la protezione nei confronti di un principio di incendio
21) Gli incendi di Classe B, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono:
- incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ….)
- incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ….)
- incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….)
22) Il Sistema di Esodo è
- il percorso senza ostacoli al deflusso che consente agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro dal luogo in cui si trovano
- l’insieme delle misure di salvaguardia della vita che consentono agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l’incendio determini il crollo delle strutture
- l’insieme delle misure di salvaguardia della vita che consentono agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro o permanere al sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l’incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell’attività ove si trovano
23) Il datore di lavoro è responsabile dell’effettuazione di controlli e manutenzione sui presidi antincendio al fine di garantirne la costante efficienza e il regolare funzionamento
- Sì, l’attività di controllo e manutenzione sui presidi antincendio è obbligatoria al fine di garantire la costante efficienza ed il regolare funzionamento
- No, l’attività di controllo e manutenzione dei presidi antincendio non è obbligatoria
- No, la responsabilità è della ditta incaricata dell’effettuazione della manutenzione
24) Gli incendi di Classe D, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono:
- incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….)
- incendi di metalli combustibili e sostanze chimiche contenenti ossigeno comburente (magnesio, potassio, fosforo, sodio, titanio, alluminio, carburi, nitrati, clorati, perclorati, perossidi ….)
- incendi che interessano sostanze usate nella cottura (oli e grassi vegetali o animali)
25) La reazione al fuoco rappresenta
- il grado di partecipazione di un materiale (o di un prodotto) al fuoco al quale è stato sottoposto
- il comportamento di un materiale che, con la sua decomposizione, partecipa al fuoco al quale è stato sottoposto in specifiche condizioni
- la capacità portante in caso di incendio, per una struttura, per una parte della struttura o per un elemento strutturale nonché la capacità di compartimentazione in caso di incendio per gli elementi di separazione strutturali (es. muri, solai, …) e non strutturali (es. porte, divisori, …)
26) La misura antincendio “reazione al fuoco”
- è una misura di protezione passiva che esplica i suoi principali effetti nella fase iniziale dell’incendio, con l’obiettivo di limitare l’innesco dei materiali e la propagazione dell’incendio.
- è una misura di protezione passiva che esplica i suoi principali effetti nella fase generalizzata dell’incendio, con l’obiettivo di limitare la propagazione dell’incendio
- è una misura di protezione attiva che esplica i suoi principali effetti nella fase iniziale dell’incendio, con l’obiettivo di limitare l’innesco dei materiali e la propagazione dell’incendio
27) In un luogo di lavoro, per mantenere nel tempo il livello di sicurezza antincendio realizzato, è necessario organizzare un adeguato controllo degli ambienti (verificare che i percorsi di esodo siano sempre fruibili e liberi da ostacoli, verificare il funzionamento dei dispositivi di apertura delle porte, ecc…)
- no, il datore di lavoro ha solo l’obbligo di fare manutenzione agli impianti e alle attrezzature antincendio
- no, il controllo degli ambienti di lavoro non influisce sulla sicurezza antincendio dell’attività
- sì, la verifica delle condizioni di esercizio stabilite nella progettazione della sicurezza è fondamentale ai fini della mitigazione del rischio incendio
28) Gli impianti di rivelazione incendio e segnalazione allarme incendio (IRAI) sono
- impianti in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l’allarme al fine di attivare le misure procedurali (piano e procedure di emergenza e di esodo, …)
- impianti in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l’allarme al fine di attivare le misure antincendio tecniche (impianti automatici di controllo o estinzione dell’incendio, compartimentazione, evacuazione dei fumi e del calore, …) e procedurali (piano e procedure di emergenza e di esodo, …)
- impianti in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l’allarme al fine di attivare le misure antincendio tecniche (impianti automatici di controllo o estinzione dell’incendio, compartimentazione, evacuazione dei fumi e del calore, …)
29) Il “limite inferiore di infiammabilità” di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme):
- rappresenta la massima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest’ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela
- rappresenta la minima concentrazione di comburente, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela
- rappresenta la minima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela
30) Nella progettazione della sicurezza antincendio è consentito che si realizzino opere prive di resistenza al fuoco (Livello di prestazione I ai sensi del DM 03/08/2015)
- Si, sempre
- No, mai
- Sì, a condizione che l’attività non preveda la presenza di occupanti, ad esclusione di quella occasionale e di breve durata di personale addetto
31) Gli incendi di Classe A, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono:
- incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ….)
- incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ….)
- incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….)
32) I presidi antincendio installati nei luoghi di lavoro per il controllo dell’incendio sono
- solo gli estintori
- solo gli impianti di protezione attiva contro l’incendio (es: rete idranti, impianti sprinkler …)
- gli estintori d’incendio e gli impianti di protezione attiva contro l’incendio (es: rete idranti, impianti sprinkler …)
33) Il Piano di Emergenza, redatto per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, dettaglia i compiti ed incarichi affidati agli addetti antincendio
- Sì, in generale: le modalità di allertamento per avvisare dell’emergenza in atto e delle chiamate di emergenza e soccorso, in particolare ai VVF; le modalità di primo intervento negli ambiti coinvolti nell’emergenza; le modalità di avvio e coordinamento dell’evacuazione
- Sì, in particolare il principale compito affidato agli addetti antincendio è chiamare i soccorsi, in particolare ai VVF
- No, il piano di emergenza delinea in generale le attività da mettere in campo in caso di incendio poiché gli addetti antincendio sono formati e sanno cosa fare Norme di sicurezza Ferroviaria:
34) Le misure di protezione sono
- tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione della probabilità/frequenza di accadimento dell’evento (impianti a regola d’arte, …)
- tutte le misure finalizzate al mantenimento del livello di sicurezza raggiunto nella progettazione della sicurezza antincendio del luogo di lavoro (manutenzione, controllo, sorveglianza, formazione, addestramento, pianificazione emergenza)
- tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione del danno conseguente all’evento (es: impianti antincendio, porte tagliafuoco, vie di esodo, …)
35) La segnaletica di sicurezza contribuisce alla prevenzione e protezione dai rischi di incendio
- no, la segnaletica è facoltativa e non contribuisce a mitigare il rischio incendio
- sì, l’adozione della segnaletica di sicurezza favorisce la corretta gestione dell’attività anche ai fini della sicurezza antincendio
- no, la segnaletica ha la finalità di prevenire solo i rischi per la salute delle persone
36) Un’esplosione è chiamata deflagrazione quando:
- la reazione di combustione si propaga alla miscela infiammabile non ancora bruciata con una velocità minore di quella del suono
- l’esplosione è prodotta da sostanze esplosive
- la reazione procede nella miscela non ancora bruciata con una velocità superiore a quella del suono (velocità di propagazione supersoniche dell’ordine del chilometro al secondo)
37) Affinché la reazione di combustione abbia luogo è necessaria la presenza di una fonte di innesco, cioè:
- di un adeguata percentuale di ossigeno nell’aria
- di una sorgente di calore che fornisca la necessaria energia di attivazione in grado di attivare la reazione di combustione
- di una fiamma libera che fornisca la necessaria energia di attivazione in grado di attivare la reazione di combustione
38) Il tecnico manutentore qualificato è
- è un tecnico abilitato (ingegnere, architetto, ecc…)
- una persona fisica in possesso dei requisiti tecnico professionali previsti dal D.M 1° settembre 2021 (conoscenza, competenza, abilità)
- una qualunque persona che ha esperienza nel campo della manutenzione
39) Affinché la reazione di combustione abbia inizio, deve sempre verificarsi:
- la contemporanea presenza del combustibile e della giusta temperatura o innesco
- la contemporanea presenza del combustibile e del comburente
- la contemporanea presenza del combustibile, del comburente e dell’innesco/sorgente di calore
40) La gestione dei lavori di manutenzione o di modifica dell’attività (cantieri)
- rientrano fra le azioni necessarie per prevenire l’insorgere di incendi
- la pianificazione e gestione dei lavori all’interno dei luoghi di lavoro non rientrano fra le attività finalizzate alla sicurezza antincendio
- sono misure gestionali che non incidono sulla probabilità di accadimento di un incendio
41) Con il termine “compartimento a prova di fumo” intendiamo
- un compartimento separato dagli altri compartimenti adiacenti mediante strutture EI adeguate senza alcuna comunicazione
- un compartimento dove è vietato fumare
- un compartimento realizzato in modo da limitare l’ingresso di fumo generato da un incendio che si sviluppa in compartimenti comunicanti
42) Nell’evoluzione di un incendio la fase iniziale o di ignizione di un incendio
- è caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato alla propagano delle fiamme a tutto il volume disponibile brusco incremento della temperatura (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione
- è caratterizzata da un focolaio d’incendio che interessa zone limitate dell’ambiente
- è caratterizzata dal coinvolgimento nella combustione di oggetti combustibili presenti nelle vicinanze della zona di innesco e con aumento rapido della temperatura e dell’energia di irraggiamento
43) La finalità della misura Esodo è quella di:
- assicurare che gli occupanti dell’attività possano raggiungere un luogo sicuro autonomamente prima che l’incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell’attività ove si trovano
- assicurare che gli occupanti dell’attività possano permanere al sicuro prima che l’incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell’attività ove si trovano
- assicurare che gli occupanti dell’attività possano raggiungere un luogo sicuro o permanere al sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l’incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell’attività ove si trovano
44) Il controllo periodico è
- l’insieme di operazioni che devono essere effettuate con frequenza non superiore a quella indicata da disposizioni, norme, specifiche tecniche o manuali d'uso e manutenzione per verificare la completa e corretta funzionalità di impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio
- lo svolgimento dei controlli visivi dei presidi antincendio atti a verificare, che gli impianti, le attrezzature e gli altri sistemi di sicurezza antincendio siano nelle normali condizioni operative, siano correttamente fruibili e non presentino danni materiali evidenti
- l’insieme delle operazioni che devono essere effettuate quando si verifica un guasto ad un dispositivo di sicurezza antincendio
45) Con “carico di incendio specifico” intendiamo:
- il potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all’unità di superficie lorda di piano (MJ/m2), corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento antincendio e dei fattori relativi alle misure antincendio presenti
- il potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all’unità di superficie lorda di piano, espresso in MJ/m2
- il potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali, espresso in MJ
46) La finalità della Resistenza al fuoco è
- quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, il tempo sufficiente a garantire l’esodo delle persone
- quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, per un tempo minimo necessario al raggiungimento degli obiettivi di sicurezza di prevenzione incendi
- quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, per tutta la durata dell’incendio
47) L’incendio è
- qualunque reazione chimica nella quale un combustibile, sostanza ossidabile, reagisce con un comburente, sostanza ossidante, liberando energia, in genere sotto forma di calore
- qualunque reazione chimica che avviene in un luogo di lavoro nella quale un combustibile, sostanza ossidabile, reagisce con un comburente, sostanza ossidante, liberando energia, in genere sotto forma di calore
- una combustione in atmosfera di ossigeno (quello contenuto nell’aria), che avviene in un luogo non predisposto ad accoglierla e che per tale motivo spesso sfugge al controllo dell’uomo
48) Lungo le vie di esodo deve essere installato un impianto di illuminazione di sicurezza
- Sì, sempre qualora l’illuminazione possa risultare anche occasionalmente insufficiente a consentire l’esodo degli occupanti
- No, mai
- No, solo nei luoghi con elevata densità di affollamento
49) Il comburente è:
- una sostanza che a contatto con altre sostanze combustibili provoca una reazione esotermica
- una sostanza che a contatto con altre sostanze combustibili provoca una reazione endotermica
- una sostanza che a contatto con altre sostanze comburenti provoca una reazione esotermica
50) Nell’evoluzione di un incendio la fase di incendio generalizzato (flash over)
- è caratterizzata da un regime instabile, con un focolaio d’incendio che interessa zone limitate e temperature molto differenti da punto a punto e che possono subire rapide ed ingenti oscillazioni
- è caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato ad uno dove le fiamme si propagano a tutto il volume disponibile con brusco incremento della temperatura (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione
- è caratterizzata dal coinvolgimento nella combustione di oggetti combustibili presenti nelle vicinanze della zona di innesco e con aumento rapido della temperatura e dell’energia di irraggiamento
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